Lo stato militare in Prussia

In concomitanza con l’avanzare del progresso degli stratagemmi militari dovuti alla riconosciuta caparbietà del Primo Console di Francia, Bonaparte, bisogna dire che dovunque si divenne più esperti nell’utilizzo di strumenti di guerra nuovi o rinnovati, ed in Prussia l’introduzione di uno Stato Maggiore Generale – i cui membri agivano con completa indipendenza all’interno di un disegno strategico complessivo – costituì una prima soluzione al problema del coordinamento dei movimenti.
Dunque, quando Napoleone decise l’invasione della Russia, i suoi avversari avevano cominciato a beneficiare della rivoluzione della guerra, e questo avvenne proprio mentre l’assoluta e schiacciante superiorità di Napoleone cominciava il suo declino.

Il momento che segnò la svolta decisiva all’interno della Prussia fu la Pace di Tilsit del 1807, che la costrinse a piegarsi e ad accettare una vasta perdita di territori. La sconfitta e la disorganizzazione dell’esercito scioccarono la classe dirigente prussiana, che dopo le vittorie di Federico il Grande si era sentita invincibile. Si tentò in primo luogo di coltivare un rinnovato patriottismo che avrebbe dovuto forgiare la nascita du sentimento collettivo volto alla ripresa dello Stato.

I generali furono sostituiti in massa: dei 143 in carica nel 1806, solo Blücher e Tauentzien combatterono nella Sesta coalizione, anche se a molti fu concesso di riscattare la propria reputazione nella guerra del 1813. Il corpo degli ufficiali fu nuovamente reso accessibile alla classe media nel 1808, mentre l’avanzamento ai gradi superiori fu basato sull’istruzione. Federico Guglielmo III istituì il ministero della Guerra nel 1809, e Scharnhorst (generale prussiano) fondò nel 1810 a Berlino una scuola di addestramento per ufficiali, destinata a diventare poi l’accademia militare prussiana.
Scharnorst introdusse il sistema di coscrizione utilizzato in Francia. Garantì all’esercito una riserva che andava dai 30.000 ai 150.000 uomini. Venne inoltre introdotta la ferma breve obbligatoria, al posto dell’arruolamento a lungo termine utilizzato in precedenza. L’esercito prussiano fu suddiviso in sei brigate, ognuna costituita da sette-otto battaglioni di fanteria e dodici squadroni di cavalleria. Tali brigate combinate erano completate da tre brigate di artiglieria. Scharnhorst promosse l’integrazione tra fanteria, cavalleria ed artiglieria per un uso combinato delle tre armi, sulla base di quanto promosso da Bonaparte. Nel 1813 Scharnhorst riuscì ad affiancare ad ogni comandante di unità un capo di Stato Maggiore addestrato in accademia.

Precedente La battaglia decisiva Successivo Il tramonto militare di Napoleone